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“…Il gioco del lotto ha radici secolari. Nato a Genova nel XVI secolo, continua ad alimentare ogni sette giorni piccole speranze. Non ha nulla a che vedere con il Totocalcio e con il Totip ed altre invenzioni del genere. Con quelli si può diventare miliardari, come è successo; con il lotto, mai. Eppure il suo fascino non sembra diminuire.” (Afeltra Gaetano - Corriere della Sera - 1993).
La citazione ci riporta indietro di 18 anni (pochi? Molti? Fate voi), quando il gioco del Lotto era il parente povero (l’autore lo scrive tutto minuscolo, mentre per gli altri mette la prima lettera maiuscola) di altri concorsi più seguiti perché capaci di dare vincite maggiori: il Totocalcio, oggi in declino, e il Totip definitivamente tramontato nel 2007.
Il Lotto continua invece ad avere successo, nonostante tutto. Adesso i suoi parenti si chiamano ad esempio 10eLotto, Superenalotto, Gratta e Vinci e anch’essi forniscono vincite clamorose ma il Lotto è intramontabile, forte di caratteristiche che, evidentemente, continuano ad incontrare i favori del pubblico.
A lungo andare, però, questo aspetto sembra ritorcersi contro il gioco stesso. Forse ai piani alti si ritiene che il Lotto non abbia bisogno di incentivi dotato com’è di un nutrito seguito e che, a parte modernizzarne (con estrema lentezza) i meccanismi, nient’altro si debba fare.
Ci permettiamo di dire che non è affatto così: il Lotto ha bisogno di incentivi, eccome! Non è possibile, infatti che in 18 anni i premi siano addirittura diminuiti! Questo è successo con l’ambata e con l’ambo, le due combinazioni maggiormente seguite e giocate che, a fronte del
mantenimento della vincita rispettivamente di 11,23 e 250 volte la posta, hanno visto raddoppiare la trattenuta sulla stessa dal 3 al 6%! In altre parole, il Lotto ha ancora premi da medioevo con tasse contemporanee: un assurdo a cui si deve porre rimedio.
Anche se gli appassionati di Lotto sono tantissimi, non significa che debbano essere sfruttati e mal pagati: essi meritano massimo rispetto e, prima che rivolgano altrove le loro attenzioni, la loro dedizione va premiata.
Riteniamo che un innalzamento dei premi di ambata ed ambo del 20-30%, ovvero ad almeno 14 e 300 volte la posta, possa non solo accrescere l’entusiasmo degli appassionati di sempre, ma anche conquistarne di nuovi. Un altro aspetto su cui occorre intervenire è l’importo minimo della giocata, oggi corrispondente a 1 euro.
Può non sembrare una cosa rilevante, e probabilmente per chi gioca pochissime bollette lo è, ma pensiamo ai tanti sistemisti o anche a chi segue delle combinazioni per lungo tempo e quindi aumenta la posta progressivamente: per essi, la possibilità di dimezzare la giocata minima a 50 centesimi, significherebbe avere maggiori opportunità di giocare i sistemi preferiti e di seguire una combinazione più a lungo.
Il terzo punto su cui è necessario porre attenzione è la trattenuta sulla vincita.
Difficile capirne il senso e ancor più difficile è sentirsi dire che si è vinto 250 volte quello che si è puntato per poi riceverne, di fatto, 235: misteri di una Italia a dir poco perversa (o forse sommersa, vedi canone tv Rai).
Basta quindi con tutti i vari palliativi pensati per cercare di dare nuovo smalto ad un gioco che non ha bisogno di nessuna invenzione, ma solo di vedere aggiustate le cose di cui abbiamo appena scritto. Tre i punti per rilanciare il Lotto: aumento dei premi per
AMBATA ed AMBO, diminuzione della giocata minima a 0.50 cent., eliminazione della trattenuta sulle vincite, in questo modo si renderebbero felici tutti gli italiani innamorati di questo gioco, certi che alla fine ne beneficeranno maggiormente anche le casse dello Stato perché giocheranno più persone e perché il banco vince sempre e comunque: è così difficile da capire?
Infine, mi preme ricordare, oltre agli ambi secchi e alle vincite con le tecniche,
i 2 bellissimi terni vinti con Lottopiù di Febbraio: l’uno, il 15.48.52 su Bari, grazie a Giacomo Scionti e l’ altro con le nostre 12 cinquine a pag. 40 e cioè 1.10.42 su Genova ancora con 450 vlp ...speriamo di ripeterci !!!
Cordiali saluti
Elio Ferrara
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